La finitura del manico non ha richiesto una preparazione come quella del corpo. Sono sufficienti un paio di mani di vernice trasparente per terminare la finitura. Prima però, ho preferito dedicare qualche minuto alla preparazione della paletta per l’alloggiamento di tutto ciò che vi sarà montato.
Le meccaniche
Le chiavette sono della “Kluson”, di tipo autobloccanti con finitura in nickel (cod. MLV6LN), ed hanno un sistema di fissaggio il quale prevede che una vite tenga bloccata due “moduli”. Quindi, per non commettere errori nel forare le sedi di queste viti, mi sono aiutato con una barretta di metallo per mantenere in “riga” le meccaniche.
Una volta praticati i fori con una punta idonea, abbiamo praticamente finito. Semplice vero?
Il capotasto
Come capotasto ho scelto un elemento della TUSQ da 42mm, e la sua “messa in opera” ha richiesto solo un minimo di aggiustamento tramite carta abrasiva. Devo dire 8€ ben spesi…
Il capotasto non l’ho fissato con la classica goccia di colla perché le misure sono talmente precise da farlo rimanere in sede senza problemi. Per toglierlo basta tirarlo via delicatamente con una pinza.
La verniciatura
La verniciatura del manico è stata praticamente indolore. Come prima cosa ho mascherato la sede del capotasto e ogni singolo tasto con del nastro carta per evitare di sporcarli con la vernice. Molti invece, preferiscono una diversa soluzione: Verniciare tutto, tasti compresi, per poi pulirli a vernice asciutta. Poi ho dato due mani di vernice poliuretanica bicomponente trasparente, sempre facendo attenzione a non far colature.
Una verniciatura di questo tipo rende il manico poco scorrevole. La soluzione è quella di opacizzarlo con della spugna abrasiva da 600 e come per magia diventa velocissimo. Mi sembra di ricordare che c’è un video su youtube sul canale di Galeazzo Frudua dove spiega bene questa tecnica.
La decalcomania
La decalcomania sulla paletta è stato un cruccio. Non farla sarebbe stata una mancanza, anche sul piano estetico. Farla si, ma come? All’inizio ho pensato di inserire un “mio” logo ma, se proprio deve essere una “copia” di una Stratocaster, (per uso personale sia ben inteso, non vuole essere una contraffazione) meglio andare sull’originale. Come prima esperienza sulle “waterslide”, non è stata male. Solo al terzo tentativo sono riuscito a fare un qualcosa di decente! Eh si, non è così semplice come lo fanno vedere su youtube, ma con un po’ di pazienza si riesce a fare un lavoro lodevole. Ho provato all’inizio con una stampa ink-jet, ma i colori hanno manifestato poca resistenza ai solventi della vernice trasparente usata come fissante. Anche il secondo tentativo è andato male. Ho pensato bene di sovra verniciare con la poliuretanica bi-componente. Risultato? Decalcomania completamente distrutta dal solvente…
Il modo più agevole, almeno per me, è quello di utilizzare quindi una “waterslide” stampata laser in B/N fissata poi, una volta asciutta, con della semplice vernice trasparente di tipo acrilico in bomboletta.
Per nascondere i contorni della decalcomania, purtroppo, si devono dare più strati di vernice intervallati da altrettante carteggiature all’acqua, perché lo spessore della “waterslide”, anche se esiguo, non è proprio zero. Dopo una decina di mani, ecco il risultato. Il contorni sono completamente invisibili.
A questo punto non è rimasto che montare definitivamente le meccaniche per terminare il lavoro.
Sono quasi arrivato alla conclusione di questo lavoro che, tutto sommato, è stato abbastanza impegnativo, anche dal punto di vista temporale. La soddisfazione però è tantissima. Non mi rimane che dedicarmi al cablaggio dell’elettronica! Una passeggiata a confronto…